come funziona la liquidità onchain e dove si perdono i soldi
Da una parte chi deposita le proprie monete nella pool e ne fornisce la liquidità; dall'altra chi scambia e a ogni scambio paga una fee. Quella fee è l'unico compenso di chi ha depositato, e deve bastare a coprire l'impermanent loss.
come fa una pool a fare il prezzo senza compratori e venditori?
quando qualcuno compra eth, l'eth in cassa cala e l'usdc sale. per tenere fermo il prodotto, il prezzo che la pool applica si sposta da solo: più grande è l'ordine, più il prezzo peggiora mentre l'ordine viene eseguito. non c'è nessuno dall'altra parte, non c'è un order book da mantenere, non c'è un'offerta da aspettare — c'è una curva e ci sei tu.
In una pool che tiene costante il prodotto delle due quantità, comprare eth svuota il lato eth e riempie quello usdc: il punto scivola lungo la curva e il prezzo si sposta. Dopo un raddoppio del prezzo di eth la pool contiene 0,707 eth e 2828 usdc, non più 1 e 2000.
i vantaggi sono quelli che hanno fatto la fortuna degli amm: si scambia in qualsiasi momento, senza controparte e senza attesa. i costi arrivano subito dopo, e sono tre. lo slippage sugli ordini grandi, che è il prezzo che si muove mentre compri. il sandwich attack, che è qualcuno che vede il tuo ordine prima che venga eseguito, compra davanti a te e rivende dietro. e l'impermanent loss, che riguarda non chi scambia ma chi mette i soldi nella pool — ed è il problema più grosso dei tre.
perché mettere liquidità può rendere meno che stare fermi?
l'esempio più chiaro è quello classico: depositi 1 eth quando vale 2000 dollari, più 2000 usdc. in tutto 4000 $. se eth raddoppia a 4000, chi ha tenuto le monete ferme si ritrova 6000 $; tu, nella pool, ne hai 5657 $, perché gli arbitraggi lungo la strada ti hanno lasciato 0,707 eth invece di uno. mancano 343 $, il 5,7%.
Con 1 eth a 2000 dollari e 2000 usdc depositati, se eth raddoppia chi ha tenuto le monete ferme ottiene 6000 $ e chi le ha messe nella pool 5657 $. Se eth si dimezza, chi ha tenuto fermo ottiene 3000 $ e la pool 2828 $. In entrambi i casi la differenza è del 5,7%.
se invece eth si dimezza a 1000, chi ha tenuto fermo ha 3000 $ e tu 2828 $: mancano 172 $, di nuovo il 5,7%. la formula è simmetrica, ed è la cosa più importante da capire qui. non conta la direzione, conta di quanto i due prezzi si allontanano fra loro. le fee che incassi servono a coprire questa distanza — se non bastano, hai lavorato per la pool.
quando la perdita smette di essere impermanente?
nella pratica i prezzi non tornano quasi mai al punto di partenza, e comunque devi restare nella pool abbastanza a lungo perché le fee coprano il buco — mentre la volatilità, nel frattempo, continua ad allargarlo. più i due prezzi divergono, più il conto peggiora, e peggiora in fretta: un raddoppio costa il 5,7%, un prezzo triplicato il 13,4%, uno moltiplicato per cinque il 25,5%.
In una pool 50/50 l'impermanent loss cresce con la distanza fra i prezzi delle due monete: 0,6% se una si muove di un quarto rispetto all'altra (×1,25), 2,0% a una volta e mezzo (×1,5), 5,7% al raddoppio, 13,4% al triplo, 25,5% a cinque volte.
il conto da fare prima di depositare è sempre lo stesso, ed è una sottrazione: quanto rendono le fee meno quanto costa l'impermanent loss. se una pool paga il 30% di apr in fee e la divergenza dei prezzi ti costa il 40%, stai perdendo soldi mentre guardi un numero verde. la maggior parte dei liquidity provider guarda solo il primo dei due numeri, perché è quello scritto grande nell'interfaccia.
cosa riduce davvero l'impermanent loss?
Le quattro strategie per ridurre l'impermanent loss: le pool di stablecoin lo azzerano quasi del tutto in cambio di fee più basse; le pool di monete correlate lo riducono ma restano esposte allo scarto fra le due; la concentrated liquidity aumenta le fee dentro una fascia di prezzo e le azzera fuori; le emissioni di token lo compensano solo finché il token emesso tiene il suo valore.
la prima è mettere insieme monete che non divergono. due stablecoin ancorate allo stesso dollaro — usdc, usdt, dai — non si allontanano quasi mai, e l'impermanent loss resta vicino allo zero. le fee sono più basse, ma sono fee che tieni. la seconda è mettere insieme monete che si muovono insieme: stETH ed eth, wBTC e bitcoin. non sono lo stesso asset, però vanno nella stessa direzione, e la distanza che si apre fra loro è piccola.
la terza è la concentrated liquidity, quella introdotta da uniswap nella versione tre: invece di spalmare i soldi su tutti i prezzi possibili, li metti solo dentro una fascia. lo stesso capitale lavora molto di più finché il prezzo resta lì dentro, e smette di lavorare del tutto appena esce — fuori dalla fascia non incassi più fee e ti ritrovi con la sola moneta che ha perso. la quarta è farsi compensare l'impermanent loss con token emessi dal protocollo. funziona finché quel token vale qualcosa: se scende mentre lo accumuli, hai barattato una perdita certa con una perdita più grande.
cosa succede quando prendi in prestito contro quello che hai?
Con 10.000 $ di eth a garanzia e un ltv massimo del 75%, il prestito arriva a 7500 $. La liquidazione scatta quando il debito raggiunge l'85% della garanzia, cioè 8500 $: fra il massimo che puoi prendere e la soglia che ti liquida ci sono 1000 $.
il punto delicato non è quanto prendi, è dove ti fermano. ogni collaterale ha una soglia di liquidazione più alta del massimo che puoi prendere — mettiamo l'85%. se il prezzo dell'eth scende e il tuo debito arriva a valere l'85% della garanzia, il protocollo vende il collaterale per rientrare, e si tiene una penale che di solito sta fra il 5% e il 15%. non c'è una telefonata e non c'è una proroga: c'è un contratto che esegue.
il guaio è che queste vendite arrivano tutte insieme. quando il mercato scende in fretta, migliaia di posizioni toccano la soglia nello stesso momento, il collaterale venduto finisce sul mercato, il prezzo scende ancora, e la discesa fa scattare la soglia successiva. è successo nel crollo di marzo 2020 ed è successo di nuovo in ognuno degli sgonfiamenti fra il 2022 e il 2023.
come si costruisce una leva coi prestiti, e perché si rompe?
Partendo da 10.000 $ di eth, ogni giro presta il 75% di quanto appena depositato: 7500 $ al primo giro, 5625 $ al secondo. L'esposizione finale è di circa 23.125 $, pari a 2,3 volte il capitale iniziale, e a ogni giro la soglia di liquidazione si avvicina.
finché il prezzo sale è la cosa più bella del mondo: se eth guadagna il 10%, tu guadagni intorno al 30%. quando gira, la stessa moltiplicazione vale al contrario — un 10% di discesa te ne toglie il 30% — e a differenza del guadagno, la discesa ha un fondo che si chiama liquidazione. ogni giro che hai fatto ha alzato il tuo ltv, quindi la soglia è più vicina di quanto fosse quando hai cominciato.
è leva finanziaria, con un altro nome e senza nessuno a cui chiedere una proroga. il meccanismo non è né buono né cattivo: è una moltiplicazione, e moltiplica anche quello che non vorresti. chi la usa bene sa esattamente a quale prezzo viene liquidato e tiene da parte il margine per non arrivarci; chi la usa male lo scopre il giorno in cui il mercato scende del dieci per cento.
cosa cambia fra un protocollo trasparente e uno che ti chiede fiducia?
la lezione che è rimasta è che il codice controllato non basta. un audit dice che una società esterna ha guardato il codice e non ha trovato certi errori: non dice che il modello di business regge, e non dice niente su chi tiene le chiavi. se il protocollo è in realtà un'azienda che promette un rendimento, il rischio che corri è quello dell'azienda.
quattro rischi, quattro posti diversiI rischi che restano dopo un audit: il rischio di controparte, che nasce da chi tiene i soldi e si vede solo quando è tardi; il bug nel contratto, che vive nel codice ed è pubblico; l'oracle manipolato, che entra dal prezzo che il contratto legge; il bank run, che nasce dalla cassa insufficiente e si vede dalla liquidità disponibile.
nei protocolli davvero decentralizzati — aave, compound, maker — il rischio esiste ancora ma è di un altro tipo, e almeno lo puoi guardare: un bug nel contratto, un oracle manipolato che riporta un prezzo sbagliato, la cassa che non basta se tutti escono insieme. il codice è pubblico e l'esecuzione avviene onchain, quindi il rischio è misurabile da chiunque abbia voglia di misurarlo.
da dove arriva il rendimento che ti offrono?
Un rendimento può arrivare dalle fee pagate da chi usa davvero il protocollo — denaro che esiste già ed è tracciabile onchain — oppure dall'emissione di token nuovi distribuiti come ricompensa, che regge solo finché c'è qualcuno disposto a comprarli.
il rendimento del primo tipo si riconosce da tre segni: sta in un intervallo credibile, di solito fra il 5% e il 30%; si può seguire onchain fino a chi l'ha pagato; e non ha bisogno che continuino a stampare per restare in piedi. gmx distribuisce ai suoi staker il 30% delle fee di trading, e quando il volume scende scende anche il rendimento — è scomodo, ed è il segno che è vero. la pool glp guadagna dalle fee dei perpetual e dal saldo fra vincite e perdite di chi ci opera dentro, quindi paga bene ma perde quando quelli vincono. le pool di stablecoin di curve rendono poco e rendono sempre.
il secondo tipo si riconosce ancora più in fretta. numeri a tre, quattro, cinque cifre; rendimento pagato nel token del protocollo stesso; capitale che arriva solo per la ricompensa e riparte il giorno dopo; nessuna fee vera in mezzo. wonderland e le decine di copie di olympus promettevano l'80.000% annuo, e il meccanismo era esattamente quello: stampi, distribuisci, chi riceve vende, il prezzo scende, e per tenere il rendimento devi stampare di più. giocarci non è investire, è scommettere di uscire prima degli altri.
Detta male: lo yield farming è un modo per far credere alle persone di guadagnare mentre stanno perdendo.
quanti pezzi stai impilando senza accorgertene?
La catena tipica: eth depositato su Lido diventa stETH, usato come garanzia su Aave per farsi prestare usdc, messi in una pool di Curve, il cui token viene dato in stake su Convex e a sua volta usato come garanzia altrove. Ogni anello aggiunge il proprio rischio — contratto, oracle, liquidità, distacco del prezzo — e il capitale sotto è sempre lo stesso.
una catena che oggi molti hanno in portafoglio senza averla mai scritta per intero suona così: depositi eth su lido e ricevi stETH; usi stETH come garanzia su aave; ti fai prestare usdc; metti gli usdc in una pool di curve; dai in stake il token della pool su convex per aumentare la ricompensa; e magari usi anche quello come garanzia da un'altra parte. sei protocolli, cinque contratti diversi, un solo capitale.
a quel punto ti bastano quattro cose per perdere tutto, e nessuna delle quattro dipende da te: un bug in uno qualunque dei contratti, un oracle che sbaglia il prezzo di stETH o un suo distacco dall'eth, una pool senza abbastanza liquidità per farti uscire quando serve, e un anello qualsiasi della fila che viene svuotato. la domanda da farsi non è quanto rende la catena, ma quanti anelli ha.
cosa è successo davvero quando è saltata terra?
Il contagio del maggio 2022 nell'ordine: ust si stacca dal dollaro e parte la corsa all'uscita; la 3pool di Curve si sbilancia; i protocolli che accettavano ust come garanzia restano con debiti inesigibili; chi aveva depositato in Anchor perde i fondi; gli intermediari che custodivano ust e luna, Celsius e Voyager, saltano nelle settimane successive.
da lì il contagio segue esattamente gli incastri. la 3pool di curve, che conteneva ust, si sbilancia e smette di dare un prezzo affidabile. i protocolli di lending che accettavano ust come garanzia si ritrovano con debiti che nessuno ripagherà. chi aveva messo i soldi in anchor, il protocollo di rendimento che stava sopra terra, li vede sparire. e infine gli intermediari che tenevano ust e luna per conto dei clienti — celsius, voyager — saltano nelle settimane successive.
un solo punto che cede ha propagato perdite per decine di miliardi, attraverso protocolli che non avevano bug e aziende che non avevano fatto niente di illegale quel giorno. è la ragione per cui la domanda "quanti anelli ha questa catena" vale più di qualsiasi rendimento scritto nell'interfaccia.
dove sono le occasioni che restano?
le strategie tranquille sono tre. mettere stablecoin sui protocolli più grandi rende dal 3% al 6% e non ha impermanent loss. il liquid staking — stETH, rETH — paga il rendimento della rete, intorno al 3-4%, e ti lascia in mano un titolo che resta scambiabile: in cambio ti prendi il rischio del contratto e quello che il validatore venga punito. la terza è la delta neutrale: compri a pronti e vendi altrettanto sul perpetual, così il prezzo non ti tocca più e incassi il funding rate.
In una posizione delta neutrale si compra una quantità a pronti e se ne vende altrettanta sul perpetual: le due posizioni si annullano rispetto al prezzo, e quel che resta da incassare è il funding rate pagato fra long e short.
la delta neutrale è anche il promemoria migliore su questo mestiere: le due posizioni si annullano, quindi il rendimento non arriva dall'aver indovinato la direzione. arriva dal lavoro di tenerle in equilibrio, e quel lavoro va fatto tutti i giorni.
cosa guardare prima di metterci un euro?
Gli otto controlli minimi prima di depositare: la fonte del rendimento deve essere seguibile onchain; almeno due audit con le correzioni verificate; capitale sopra i cinquanta milioni con volume costante; almeno sei mesi di operatività, meglio se con un ribasso attraversato; squadra e decisioni verificabili; un oracle standard; un meccanismo di liquidazione con freni alle cascate; e la prova di uscita a cento, mille e diecimila volte il proprio taglio.
poi: da quanto tempo è in piedi — sei mesi senza incidenti è il minimo, aver attraversato un ribasso lungo vale molto di più. chi c'è dietro e come si decide: una squadra con nome e cognome aiuta, ma anche l'anonimato può reggere se il protocollo è abbastanza decentralizzato da non dipendere da loro. quale oracle legge i prezzi, perché è la porta d'ingresso preferita degli attacchi. come funziona la liquidazione, se è un protocollo di prestito, e se ha qualcosa che frena le vendite a catena. e infine la prova più semplice e più saltata di tutte: prova a uscire. con centomila, con un milione, con dieci — e guarda quanto ti costa in slippage prima di depositare, non dopo.
i segnali per andarsene sono altrettanto pratici: meno di dieci milioni di capitale dentro, un rendimento sopra il 50% senza una fonte spiegabile, squadra anonima e codice mai controllato, uno sblocco grosso di token in arrivo, e nessun ribasso vero mai attraversato.
perché la maggior parte di chi ci prova ci perde?
la finanza onchain è migliorata parecchio: i protocolli grandi hanno anni di funzionamento alle spalle, la sicurezza è un mestiere serio, le interfacce non sono più solo per programmatori. resta però un posto dove non sapere costa subito e costa caro, e dove nessuno ti chiama per avvertirti.
Detta male: la finanza decentralizzata non è una truffa, ma è un campo minato dove gran parte delle mine sembra oro — e chi non distingue le due cose finisce a fare da compratore per chi vende.
quello che funziona è noioso e si scrive in cinque righe: studiare i meccanismi — pool, prestito, liquidazione — prima di usarli; cominciare dai protocolli grandi e con poco capitale; fare i conti veri, cioè rendimento vero meno impermanent loss meno rischio di liquidazione; non mettere tutto in un posto solo; e guardare le posizioni spesso, perché la delta neutrale che ieri era in equilibrio oggi non lo è più. non è rendita passiva: è un lavoro, travestito da rendita passiva.
le parole di questo pezzo · 25
- amm
- il programma che tiene in cassa due monete e ne ricava il prezzo da solo con una formula, invece di far incontrare compratori e venditori.
- apr
- il rendimento su base annua senza contare il reinvestimento degli interessi.
- audit
- l'esame del codice fatto da una società esterna. dice che non hanno trovato errori, non che non ce ne siano.
- book
- l'elenco degli ordini di acquisto e vendita in attesa su un mercato. quanto è spesso, tanto è liquido quel mercato.
- collaterale
- quello che lasci a garanzia del prestito. se il suo prezzo scende troppo, te lo vendono per chiudere il debito.
- concentrated liquidity
- liquidità messa solo dentro una fascia di prezzo scelta: rende di più finché il prezzo resta lì dentro, niente appena esce.
- fee
- quello che si paga per usare un protocollo. può andare a chi fornisce il servizio, a chi possiede il token, o a entrambi.
- funding
- il pagamento periodico fra chi punta al rialzo e chi punta al ribasso su un contratto perpetuo. serve a tenerne il prezzo agganciato a quello del mercato spot.
- funding rate
- il pagamento periodico fra chi sta long e chi sta short, che tiene il prezzo del perpetual attaccato a quello spot.
- impermanent loss
- quanto perdi tenendo le monete in una pool invece che ferme nel portafoglio, quando i due prezzi si allontanano fra loro.
- lending
- il prestito onchain: lasci una moneta a garanzia e te ne fai prestare un'altra, a un tasso che sale e scende con la domanda.
- liquid staking
- metti la moneta in staking e in cambio ricevi un titolo che la rappresenta e che resta scambiabile.
- liquidazione
- la vendita forzata del collaterale quando il debito diventa troppo grande rispetto alla garanzia.
- liquidity provider
- chi deposita i propri capitali in un protocollo perché altri possano scambiare, e in cambio incassa una parte delle fee. abbreviato in LP.
- ltv
- quanto ti sei fatto prestare rispetto a quello che hai lasciato a garanzia, in percentuale.
- onchain
- che avviene sulla catena, quindi verificabile da chiunque.
- oracle
- il servizio che porta il prezzo di mercato dentro il contratto. se sbaglia lui, sbaglia tutto quello che ci sta sopra.
- order book
- l'elenco di tutte le offerte di acquisto e vendita: il modo tradizionale in cui nasce un prezzo.
- perpetual
- il contratto che segue il prezzo di una moneta senza mai scadere: per restare aperti si paga o si incassa il funding.
- pool
- la cassa comune su cui avvengono gli scambi: chi ci mette dentro le proprie monete si prende una fetta delle fee.
- sandwich attack
- chi vede il tuo ordine prima che venga eseguito, compra davanti a te e rivende subito dopo, lasciandoti un prezzo peggiore.
- slippage
- la differenza fra il prezzo che ti aspetti e quello che ottieni davvero. cresce con la dimensione dell'ordine e con la sottigliezza del book.
- stablecoin
- un token costruito per valere sempre quanto una valuta, di solito il dollaro. cambia il modo in cui ci riesce: riserve in banca, collaterale onchain, coperture sui derivati.
- staking
- immobilizzare token per far funzionare una rete o un protocollo, ricevendo in cambio un rendimento. i token restano vincolati per un certo tempo.
- token
- l'unità emessa da un protocollo. può servire a votare, a pagare, a ricevere ricavi, o a niente.