come funziona la liquidità onchain e dove si perdono i soldi

la fee →chi depositachi scambia
chi deposita fornisce la liquidità, chi scambia paga la fee che finisce ai depositanti.

Da una parte chi deposita le proprie monete nella pool e ne fornisce la liquidità; dall'altra chi scambia e a ogni scambio paga una fee. Quella fee è l'unico compenso di chi ha depositato, e deve bastare a coprire l'impermanent loss.

in breve
una pool non fa incontrare compratori e venditori: fa il prezzo con una formula. chi ci mette le proprie monete incassa le fee e paga l'impermanent loss, e spesso il secondo conto supera il primo. i prestiti aggiungono la liquidazione, e i rendimenti a tre cifre arrivano quasi sempre dalla stampa di token.

come fa una pool a fare il prezzo senza compratori e venditori?

con una formula. il modello più diffuso tiene costante il prodotto fra le due quantità in cassa: in una pool eth/usdc, la quantità di eth moltiplicata per quella di usdc deve restare sempre lo stesso numero.

quando qualcuno compra eth, l'eth in cassa cala e l'usdc sale. per tenere fermo il prodotto, il prezzo che la pool applica si sposta da solo: più grande è l'ordine, più il prezzo peggiora mentre l'ordine viene eseguito. non c'è nessuno dall'altra parte, non c'è un order book da mantenere, non c'è un'offerta da aspettare — c'è una curva e ci sei tu.

1 eth · 2000 usdc0,707 eth · 2828 usdc
una pool con 1 eth e 2000 usdc: in orizzontale quanto eth resta in cassa, in verticale quanti usdc. chi compra eth sposta il punto lungo la curva.

In una pool che tiene costante il prodotto delle due quantità, comprare eth svuota il lato eth e riempie quello usdc: il punto scivola lungo la curva e il prezzo si sposta. Dopo un raddoppio del prezzo di eth la pool contiene 0,707 eth e 2828 usdc, non più 1 e 2000.

i vantaggi sono quelli che hanno fatto la fortuna degli amm: si scambia in qualsiasi momento, senza controparte e senza attesa. i costi arrivano subito dopo, e sono tre. lo slippage sugli ordini grandi, che è il prezzo che si muove mentre compri. il sandwich attack, che è qualcuno che vede il tuo ordine prima che venga eseguito, compra davanti a te e rivende dietro. e l'impermanent loss, che riguarda non chi scambia ma chi mette i soldi nella pool — ed è il problema più grosso dei tre.

perché mettere liquidità può rendere meno che stare fermi?

perché la pool si ribilancia da sola, e ribilanciarsi significa vendere quello che sale e comprare quello che scende. la differenza fra quel che avresti tenendo le monete ferme e quel che hai tenendole nella pool è l'impermanent loss.

l'esempio più chiaro è quello classico: depositi 1 eth quando vale 2000 dollari, più 2000 usdc. in tutto 4000 $. se eth raddoppia a 4000, chi ha tenuto le monete ferme si ritrova 6000 $; tu, nella pool, ne hai 5657 $, perché gli arbitraggi lungo la strada ti hanno lasciato 0,707 eth invece di uno. mancano 343 $, il 5,7%.

4000 $ depositatiferme · 6000 $nella pool · 5657 $
stesso capitale di partenza, 4000 $: cosa resta tenendo le monete ferme e cosa resta lasciandole nella pool. fonte: calcolo su 2√r/(1+r)−1.

Con 1 eth a 2000 dollari e 2000 usdc depositati, se eth raddoppia chi ha tenuto le monete ferme ottiene 6000 $ e chi le ha messe nella pool 5657 $. Se eth si dimezza, chi ha tenuto fermo ottiene 3000 $ e la pool 2828 $. In entrambi i casi la differenza è del 5,7%.

se invece eth si dimezza a 1000, chi ha tenuto fermo ha 3000 $ e tu 2828 $: mancano 172 $, di nuovo il 5,7%. la formula è simmetrica, ed è la cosa più importante da capire qui. non conta la direzione, conta di quanto i due prezzi si allontanano fra loro. le fee che incassi servono a coprire questa distanza — se non bastano, hai lavorato per la pool.

quando la perdita smette di essere impermanente?

si chiama impermanent perché in teoria si annulla: se il prezzo torna esattamente dov'era quando hai depositato, la differenza sparisce. in teoria.

nella pratica i prezzi non tornano quasi mai al punto di partenza, e comunque devi restare nella pool abbastanza a lungo perché le fee coprano il buco — mentre la volatilità, nel frattempo, continua ad allargarlo. più i due prezzi divergono, più il conto peggiora, e peggiora in fretta: un raddoppio costa il 5,7%, un prezzo triplicato il 13,4%, uno moltiplicato per cinque il 25,5%.

×1,25 · 0,6%×1,5 · 2,0%×2 · 5,7%13,4%×325,5%×5
quanto costa la divergenza dei prezzi in una pool 50/50, al crescere della distanza fra i due. fonte: calcolo su 2√r/(1+r)−1.

In una pool 50/50 l'impermanent loss cresce con la distanza fra i prezzi delle due monete: 0,6% se una si muove di un quarto rispetto all'altra (×1,25), 2,0% a una volta e mezzo (×1,5), 5,7% al raddoppio, 13,4% al triplo, 25,5% a cinque volte.

il conto da fare prima di depositare è sempre lo stesso, ed è una sottrazione: quanto rendono le fee meno quanto costa l'impermanent loss. se una pool paga il 30% di apr in fee e la divergenza dei prezzi ti costa il 40%, stai perdendo soldi mentre guardi un numero verde. la maggior parte dei liquidity provider guarda solo il primo dei due numeri, perché è quello scritto grande nell'interfaccia.

cosa riduce davvero l'impermanent loss?

quattro strade, e due delle quattro non riducono niente: spostano il problema altrove.
quattro strade, due che spostano il problema
strategiaeffetto sull'impermanent losscosa chiede in cambio
pool di stablecoinquasi zerofee più basse
monete correlateridottolo scarto fra le due resta
concentrated liquiditymassimo fuori dalla fasciasorvegliare il prezzo
emissioni di tokencompensato, non ridottoche il token tenga il valore
le quattro strategie, e cosa chiede ognuna in cambio.

Le quattro strategie per ridurre l'impermanent loss: le pool di stablecoin lo azzerano quasi del tutto in cambio di fee più basse; le pool di monete correlate lo riducono ma restano esposte allo scarto fra le due; la concentrated liquidity aumenta le fee dentro una fascia di prezzo e le azzera fuori; le emissioni di token lo compensano solo finché il token emesso tiene il suo valore.

la prima è mettere insieme monete che non divergono. due stablecoin ancorate allo stesso dollaro — usdc, usdt, dai — non si allontanano quasi mai, e l'impermanent loss resta vicino allo zero. le fee sono più basse, ma sono fee che tieni. la seconda è mettere insieme monete che si muovono insieme: stETH ed eth, wBTC e bitcoin. non sono lo stesso asset, però vanno nella stessa direzione, e la distanza che si apre fra loro è piccola.

la terza è la concentrated liquidity, quella introdotta da uniswap nella versione tre: invece di spalmare i soldi su tutti i prezzi possibili, li metti solo dentro una fascia. lo stesso capitale lavora molto di più finché il prezzo resta lì dentro, e smette di lavorare del tutto appena esce — fuori dalla fascia non incassi più fee e ti ritrovi con la sola moneta che ha perso. la quarta è farsi compensare l'impermanent loss con token emessi dal protocollo. funziona finché quel token vale qualcosa: se scende mentre lo accumuli, hai barattato una perdita certa con una perdita più grande.

cosa succede quando prendi in prestito contro quello che hai?

metti una moneta a garanzia e te ne fai prestare un'altra, con un tasso che sale e scende con la domanda. il rapporto fra le due si chiama ltv: se depositi 10.000 $ di eth con un ltv massimo del 75%, puoi farti prestare fino a 7500 $ di stablecoin.
garanzia · 10.000 $ti liquidano · 8500 $prestito massimo · 7500 $
con 10.000 $ di garanzia: quanto puoi prendere, e a quale debito ti liquidano.

Con 10.000 $ di eth a garanzia e un ltv massimo del 75%, il prestito arriva a 7500 $. La liquidazione scatta quando il debito raggiunge l'85% della garanzia, cioè 8500 $: fra il massimo che puoi prendere e la soglia che ti liquida ci sono 1000 $.

il punto delicato non è quanto prendi, è dove ti fermano. ogni collaterale ha una soglia di liquidazione più alta del massimo che puoi prendere — mettiamo l'85%. se il prezzo dell'eth scende e il tuo debito arriva a valere l'85% della garanzia, il protocollo vende il collaterale per rientrare, e si tiene una penale che di solito sta fra il 5% e il 15%. non c'è una telefonata e non c'è una proroga: c'è un contratto che esegue.

il guaio è che queste vendite arrivano tutte insieme. quando il mercato scende in fretta, migliaia di posizioni toccano la soglia nello stesso momento, il collaterale venduto finisce sul mercato, il prezzo scende ancora, e la discesa fa scattare la soglia successiva. è successo nel crollo di marzo 2020 ed è successo di nuovo in ognuno degli sgonfiamenti fra il 2022 e il 2023.

come si costruisce una leva coi prestiti, e perché si rompe?

si gira in tondo. depositi eth, prendi in prestito stablecoin fino al limite, con quelle ricompri eth, lo ridepositi, e ricominci. ogni giro aggiunge esposizione senza aggiungere capitale: 10.000 $ di partenza diventano 7500 $ al primo prestito, 5625 $ al secondo, e l'esposizione totale arriva a 23.125 $ — circa 2,3 volte quello che hai messo.
i tuoi1° giro2° giroesposizione
i giri della leva: 10.000 $ tuoi, 7500 $ al primo prestito, 5625 $ al secondo, e la somma è l'esposizione di 23.125 $. fonte: il conto qui sopra.

Partendo da 10.000 $ di eth, ogni giro presta il 75% di quanto appena depositato: 7500 $ al primo giro, 5625 $ al secondo. L'esposizione finale è di circa 23.125 $, pari a 2,3 volte il capitale iniziale, e a ogni giro la soglia di liquidazione si avvicina.

finché il prezzo sale è la cosa più bella del mondo: se eth guadagna il 10%, tu guadagni intorno al 30%. quando gira, la stessa moltiplicazione vale al contrario — un 10% di discesa te ne toglie il 30% — e a differenza del guadagno, la discesa ha un fondo che si chiama liquidazione. ogni giro che hai fatto ha alzato il tuo ltv, quindi la soglia è più vicina di quanto fosse quando hai cominciato.

è leva finanziaria, con un altro nome e senza nessuno a cui chiedere una proroga. il meccanismo non è né buono né cattivo: è una moltiplicazione, e moltiplica anche quello che non vorresti. chi la usa bene sa esattamente a quale prezzo viene liquidato e tiene da parte il margine per non arrivarci; chi la usa male lo scopre il giorno in cui il mercato scende del dieci per cento.

cosa cambia fra un protocollo trasparente e uno che ti chiede fiducia?

cambia dove sta il rischio, non quanto è grande. celsius, blockfi e ftx promettevano rendimenti alti e si presentavano come finanza nuova: erano intermediari vecchi, con la leva nascosta nei bilanci e un controllo del rischio che non esisteva. quando è saltato il primo, i soldi dei clienti non erano da nessuna parte.

la lezione che è rimasta è che il codice controllato non basta. un audit dice che una società esterna ha guardato il codice e non ha trovato certi errori: non dice che il modello di business regge, e non dice niente su chi tiene le chiavi. se il protocollo è in realtà un'azienda che promette un rendimento, il rischio che corri è quello dell'azienda.

quattro rischi, quattro posti diversi
rischiodove nascecome te ne accorgi
di contropartechi tiene i soldiquando è già tardi
bug nel contrattoil codiceaudit, e comunque non basta
oracle manipolatoil prezzo che il contratto leggequale oracle usa, e da quanto
bank runla cassa che non bastaquanta liquidità è davvero disponibile
i quattro rischi che restano anche quando il codice è stato controllato.

I rischi che restano dopo un audit: il rischio di controparte, che nasce da chi tiene i soldi e si vede solo quando è tardi; il bug nel contratto, che vive nel codice ed è pubblico; l'oracle manipolato, che entra dal prezzo che il contratto legge; il bank run, che nasce dalla cassa insufficiente e si vede dalla liquidità disponibile.

nei protocolli davvero decentralizzati — aave, compound, maker — il rischio esiste ancora ma è di un altro tipo, e almeno lo puoi guardare: un bug nel contratto, un oracle manipolato che riporta un prezzo sbagliato, la cassa che non basta se tutti escono insieme. il codice è pubblico e l'esecuzione avviene onchain, quindi il rischio è misurabile da chiunque abbia voglia di misurarlo.

da dove arriva il rendimento che ti offrono?

da due posti soltanto, e sono opposti. o dalle fee che pagano le persone che usano il protocollo, o dai token che il protocollo stampa e distribuisce. il primo è denaro che esiste già; il secondo è denaro che deve arrivare da chi comprerà dopo di te.
le fee degli utentitoken nuoviil rendimento che ti pagano
le due sorgenti di un rendimento: le fee di chi usa il protocollo, o i token che il protocollo stampa.

Un rendimento può arrivare dalle fee pagate da chi usa davvero il protocollo — denaro che esiste già ed è tracciabile onchain — oppure dall'emissione di token nuovi distribuiti come ricompensa, che regge solo finché c'è qualcuno disposto a comprarli.

il rendimento del primo tipo si riconosce da tre segni: sta in un intervallo credibile, di solito fra il 5% e il 30%; si può seguire onchain fino a chi l'ha pagato; e non ha bisogno che continuino a stampare per restare in piedi. gmx distribuisce ai suoi staker il 30% delle fee di trading, e quando il volume scende scende anche il rendimento — è scomodo, ed è il segno che è vero. la pool glp guadagna dalle fee dei perpetual e dal saldo fra vincite e perdite di chi ci opera dentro, quindi paga bene ma perde quando quelli vincono. le pool di stablecoin di curve rendono poco e rendono sempre.

il secondo tipo si riconosce ancora più in fretta. numeri a tre, quattro, cinque cifre; rendimento pagato nel token del protocollo stesso; capitale che arriva solo per la ricompensa e riparte il giorno dopo; nessuna fee vera in mezzo. wonderland e le decine di copie di olympus promettevano l'80.000% annuo, e il meccanismo era esattamente quello: stampi, distribuisci, chi riceve vende, il prezzo scende, e per tenere il rendimento devi stampare di più. giocarci non è investire, è scommettere di uscire prima degli altri.

detta male
lo yield farming è il modo più efficiente mai inventato per far credere alla gente di guadagnare soldi mentre li perde

Detta male: lo yield farming è un modo per far credere alle persone di guadagnare mentre stanno perdendo.

quanti pezzi stai impilando senza accorgertene?

la composabilità è la cosa più bella della finanza onchain: ogni protocollo si incastra con gli altri, e ci si costruisce sopra come coi mattoncini. ogni incastro, però, aggiunge un modo di rompersi.
lidocontrattoaaveoracleprestitoliquidazionecurveuscitaconvexcontrattoaltro prestitotutti
sei protocolli impilati su un solo capitale: sotto ogni anello, il rischio che aggiunge.

La catena tipica: eth depositato su Lido diventa stETH, usato come garanzia su Aave per farsi prestare usdc, messi in una pool di Curve, il cui token viene dato in stake su Convex e a sua volta usato come garanzia altrove. Ogni anello aggiunge il proprio rischio — contratto, oracle, liquidità, distacco del prezzo — e il capitale sotto è sempre lo stesso.

una catena che oggi molti hanno in portafoglio senza averla mai scritta per intero suona così: depositi eth su lido e ricevi stETH; usi stETH come garanzia su aave; ti fai prestare usdc; metti gli usdc in una pool di curve; dai in stake il token della pool su convex per aumentare la ricompensa; e magari usi anche quello come garanzia da un'altra parte. sei protocolli, cinque contratti diversi, un solo capitale.

a quel punto ti bastano quattro cose per perdere tutto, e nessuna delle quattro dipende da te: un bug in uno qualunque dei contratti, un oracle che sbaglia il prezzo di stETH o un suo distacco dall'eth, una pool senza abbastanza liquidità per farti uscire quando serve, e un anello qualsiasi della fila che viene svuotato. la domanda da farsi non è quanto rende la catena, ma quanti anelli ha.

cosa è successo davvero quando è saltata terra?

maggio 2022 è la dimostrazione pratica di cosa vuol dire rischio di catena. ust, la stablecoin di terra, si stacca dal dollaro. chi la tiene corre a uscire tutto insieme.
il distaccoust perde l'ancoraggio al dollaro e chi la tiene corre a uscire
poco dopola 3pool di curve si sbilancia e smette di dare un prezzo affidabile
a seguirei protocolli che accettavano ust come garanzia restano con debiti inesigibili
insiemechi aveva depositato in anchor, il protocollo di rendimento sopra terra, perde i fondi
settimane dopocelsius e voyager, che custodivano ust e luna per i clienti, saltano

Il contagio del maggio 2022 nell'ordine: ust si stacca dal dollaro e parte la corsa all'uscita; la 3pool di Curve si sbilancia; i protocolli che accettavano ust come garanzia restano con debiti inesigibili; chi aveva depositato in Anchor perde i fondi; gli intermediari che custodivano ust e luna, Celsius e Voyager, saltano nelle settimane successive.

da lì il contagio segue esattamente gli incastri. la 3pool di curve, che conteneva ust, si sbilancia e smette di dare un prezzo affidabile. i protocolli di lending che accettavano ust come garanzia si ritrovano con debiti che nessuno ripagherà. chi aveva messo i soldi in anchor, il protocollo di rendimento che stava sopra terra, li vede sparire. e infine gli intermediari che tenevano ust e luna per conto dei clienti — celsius, voyager — saltano nelle settimane successive.

un solo punto che cede ha propagato perdite per decine di miliardi, attraverso protocolli che non avevano bug e aziende che non avevano fatto niente di illegale quel giorno. è la ragione per cui la domanda "quanti anelli ha questa catena" vale più di qualsiasi rendimento scritto nell'interfaccia.

dove sono le occasioni che restano?

ci sono, e rendono meno di quanto vorresti. i protocolli con anni di operatività alle spalle, più audit e una liquidità che non si muove — aave, compound, maker — pagano fra il 2% e l'8%, con un rischio che si conosce. curve, sulle pool principali di stablecoin, sta fra il 3% e il 10%. gmx e la sua pool glp arrivano fra il 15% e il 30%, ma quel rendimento include il saldo fra vincite e perdite di chi ci opera dentro, quindi ci sono mesi in cui il conto va storto.

le strategie tranquille sono tre. mettere stablecoin sui protocolli più grandi rende dal 3% al 6% e non ha impermanent loss. il liquid staking — stETH, rETH — paga il rendimento della rete, intorno al 3-4%, e ti lascia in mano un titolo che resta scambiabile: in cambio ti prendi il rischio del contratto e quello che il validatore venga punito. la terza è la delta neutrale: compri a pronti e vendi altrettanto sul perpetual, così il prezzo non ti tocca più e incassi il funding rate.

comprato a prontivenduto sul perpetualsomma: zero
la posizione delta neutrale: due gambe uguali e contrarie, e quel che resta è il funding.

In una posizione delta neutrale si compra una quantità a pronti e se ne vende altrettanta sul perpetual: le due posizioni si annullano rispetto al prezzo, e quel che resta da incassare è il funding rate pagato fra long e short.

la delta neutrale è anche il promemoria migliore su questo mestiere: le due posizioni si annullano, quindi il rendimento non arriva dall'aver indovinato la direzione. arriva dal lavoro di tenerle in equilibrio, e quel lavoro va fatto tutti i giorni.

cosa guardare prima di metterci un euro?

otto controlli, nell'ordine. da dove arriva il rendimento: fee di utenti veri o token stampati? se non riesci a seguirlo onchain fino a chi l'ha pagato, la risposta è la seconda. quanti audit ha, e di chi: almeno due, fatti da nomi che si possono verificare, e soprattutto controlla se gli errori trovati sono stati corretti davvero. quanto capitale c'è dentro e quanto si muove: sotto i cinquanta milioni la liquidità è sottile, e un volume costante è il segno che qualcuno lo usa per davvero e non solo per le ricompense.
la lista minima, prima del deposito
cosa guardisotto questa soglia, lascia perdere
da dove arriva il rendimentonon riesci a seguirlo onchain
auditmeno di due, o correzioni mai verificate
capitale dentrosotto i cinquanta milioni
volumemovimento solo quando ci sono ricompense
tempo in piedimeno di sei mesi, nessun ribasso attraversato
squadra e decisionianonima e con le chiavi in mano a pochi
oraclecostruito in casa
prova di uscitanon l'hai fatta
gli otto controlli, con la soglia sotto la quale è meglio lasciar perdere.

Gli otto controlli minimi prima di depositare: la fonte del rendimento deve essere seguibile onchain; almeno due audit con le correzioni verificate; capitale sopra i cinquanta milioni con volume costante; almeno sei mesi di operatività, meglio se con un ribasso attraversato; squadra e decisioni verificabili; un oracle standard; un meccanismo di liquidazione con freni alle cascate; e la prova di uscita a cento, mille e diecimila volte il proprio taglio.

poi: da quanto tempo è in piedi — sei mesi senza incidenti è il minimo, aver attraversato un ribasso lungo vale molto di più. chi c'è dietro e come si decide: una squadra con nome e cognome aiuta, ma anche l'anonimato può reggere se il protocollo è abbastanza decentralizzato da non dipendere da loro. quale oracle legge i prezzi, perché è la porta d'ingresso preferita degli attacchi. come funziona la liquidazione, se è un protocollo di prestito, e se ha qualcosa che frena le vendite a catena. e infine la prova più semplice e più saltata di tutte: prova a uscire. con centomila, con un milione, con dieci — e guarda quanto ti costa in slippage prima di depositare, non dopo.

i segnali per andarsene sono altrettanto pratici: meno di dieci milioni di capitale dentro, un rendimento sopra il 50% senza una fonte spiegabile, squadra anonima e codice mai controllato, uno sblocco grosso di token in arrivo, e nessun ribasso vero mai attraversato.

perché la maggior parte di chi ci prova ci perde?

per cinque motivi, e sono sempre gli stessi cinque. si insegue il numero più grande senza chiedersi da dove esce. non si controlla il protocollo prima di depositare. non si fa la sottrazione fra fee e impermanent loss. si prende troppa leva e si finisce liquidati nel primo giorno storto. e si scambia per protocollo legittimo qualcosa che sta in piedi solo finché entra gente nuova.

la finanza onchain è migliorata parecchio: i protocolli grandi hanno anni di funzionamento alle spalle, la sicurezza è un mestiere serio, le interfacce non sono più solo per programmatori. resta però un posto dove non sapere costa subito e costa caro, e dove nessuno ti chiama per avvertirti.

detta male
non è una truffa. è un campo minato dove il novanta per cento delle mine sembra oro — e se non capisci la differenza, sei exit liquidity

Detta male: la finanza decentralizzata non è una truffa, ma è un campo minato dove gran parte delle mine sembra oro — e chi non distingue le due cose finisce a fare da compratore per chi vende.

quello che funziona è noioso e si scrive in cinque righe: studiare i meccanismi — pool, prestito, liquidazione — prima di usarli; cominciare dai protocolli grandi e con poco capitale; fare i conti veri, cioè rendimento vero meno impermanent loss meno rischio di liquidazione; non mettere tutto in un posto solo; e guardare le posizioni spesso, perché la delta neutrale che ieri era in equilibrio oggi non lo è più. non è rendita passiva: è un lavoro, travestito da rendita passiva.

ultima verifica18 agosto 2026
le parole di questo pezzo · 25
amm
il programma che tiene in cassa due monete e ne ricava il prezzo da solo con una formula, invece di far incontrare compratori e venditori.
apr
il rendimento su base annua senza contare il reinvestimento degli interessi.
audit
l'esame del codice fatto da una società esterna. dice che non hanno trovato errori, non che non ce ne siano.
book
l'elenco degli ordini di acquisto e vendita in attesa su un mercato. quanto è spesso, tanto è liquido quel mercato.
collaterale
quello che lasci a garanzia del prestito. se il suo prezzo scende troppo, te lo vendono per chiudere il debito.
concentrated liquidity
liquidità messa solo dentro una fascia di prezzo scelta: rende di più finché il prezzo resta lì dentro, niente appena esce.
fee
quello che si paga per usare un protocollo. può andare a chi fornisce il servizio, a chi possiede il token, o a entrambi.
funding
il pagamento periodico fra chi punta al rialzo e chi punta al ribasso su un contratto perpetuo. serve a tenerne il prezzo agganciato a quello del mercato spot.
funding rate
il pagamento periodico fra chi sta long e chi sta short, che tiene il prezzo del perpetual attaccato a quello spot.
impermanent loss
quanto perdi tenendo le monete in una pool invece che ferme nel portafoglio, quando i due prezzi si allontanano fra loro.
lending
il prestito onchain: lasci una moneta a garanzia e te ne fai prestare un'altra, a un tasso che sale e scende con la domanda.
liquid staking
metti la moneta in staking e in cambio ricevi un titolo che la rappresenta e che resta scambiabile.
liquidazione
la vendita forzata del collaterale quando il debito diventa troppo grande rispetto alla garanzia.
liquidity provider
chi deposita i propri capitali in un protocollo perché altri possano scambiare, e in cambio incassa una parte delle fee. abbreviato in LP.
ltv
quanto ti sei fatto prestare rispetto a quello che hai lasciato a garanzia, in percentuale.
onchain
che avviene sulla catena, quindi verificabile da chiunque.
oracle
il servizio che porta il prezzo di mercato dentro il contratto. se sbaglia lui, sbaglia tutto quello che ci sta sopra.
order book
l'elenco di tutte le offerte di acquisto e vendita: il modo tradizionale in cui nasce un prezzo.
perpetual
il contratto che segue il prezzo di una moneta senza mai scadere: per restare aperti si paga o si incassa il funding.
pool
la cassa comune su cui avvengono gli scambi: chi ci mette dentro le proprie monete si prende una fetta delle fee.
sandwich attack
chi vede il tuo ordine prima che venga eseguito, compra davanti a te e rivende subito dopo, lasciandoti un prezzo peggiore.
slippage
la differenza fra il prezzo che ti aspetti e quello che ottieni davvero. cresce con la dimensione dell'ordine e con la sottigliezza del book.
stablecoin
un token costruito per valere sempre quanto una valuta, di solito il dollaro. cambia il modo in cui ci riesce: riserve in banca, collaterale onchain, coperture sui derivati.
staking
immobilizzare token per far funzionare una rete o un protocollo, ricevendo in cambio un rendimento. i token restano vincolati per un certo tempo.
token
l'unità emessa da un protocollo. può servire a votare, a pagare, a ricevere ricavi, o a niente.
guida · verificata il 18 agosto 2026tutte le guide