la rete che dimezza le ricompense e lascia che sia il mercato a dire dove vanno
Il 6 novembre 2025 il token della rete ha chiuso a 392,2 dollari secondo il nostro archivio prezzi. Alla data di ultimo aggiornamento di questa pagina lo stesso token vale 255 $.
il taglio, e perché non ha una data
qui però il taglio non è agganciato a un numero di blocchi ma a una soglia: scatta quando i token in circolazione raggiungono 10,5 milioni. siccome il ritmo di emissione non è costante, la data si sposta man mano — al momento in cui la fonte scriveva mancavano circa 47 giorni, ma quel conteggio si aggiornava da solo.
la conseguenza pratica per chi fa girare la rete è brutale e va detta senza giri: chi oggi copre i costi vendendo le ricompense dovrà venderne il doppio per incassare lo stesso. e siccome anche il denaro che entra nei mercati interni si dimezza, vendere costa di più — c'è meno profondità dall'altra parte.
chi decide dove vanno le ricompense
il prezzo di quei token interni non lo fissa nessuno: esce dal rapporto fra le due riserve del mercato automatico in cui vengono scambiati. cioè: più gente compra il token di un gruppo, più quel prezzo sale, più ricompense arrivano a quel gruppo, più il suo mercato si ingrossa, più conviene lavorarci — e il giro riparte.
Le ricompense emesse dalla rete si distribuiscono fra i gruppi di lavoro in proporzione al prezzo del token interno di ciascuno: i gruppi con un prezzo alto ricevono la quota maggiore, quelli senza domanda ricevono sempre meno fino a restare a secco.
funziona esattamente allo stesso modo al contrario, e questo è il punto che rende l'evento interessante. un gruppo senza domanda vede il proprio token scendere, riceve meno ricompense, il suo mercato si assottiglia, e chi ci lavorava se ne va. con le ricompense dimezzate quel processo accelera: i gruppi marginali smettono di coprire i costi di chi ci mette il calcolo.
i due modi di stare dentro, e perché uno si comprime
il secondo è il singolo gruppo: si compra il token interno di quel gruppo, lo si deposita lì, e si prende solo quello che produce lui. rende di più e può azzerarsi, perché se il gruppo muore muore anche quello che ci si è messo dentro. le due scelte non sono la stessa cosa con due livelli di rischio: sono due mestieri diversi.
la parte che quasi nessuno racconta è che la prima posizione si comprime da sola, per costruzione. la quota che va al centro dipende da quanto capitale sta al centro rispetto ai token interni in circolazione, e quei token continuano ad aumentare anche dopo il taglio, solo più lentamente. il denominatore cresce, la quota scende: chi resta fermo al centro guadagna sempre meno senza aver fatto niente di sbagliato.
dove si mette il capitaleDepositare al centro della rete dà una quota di quello che producono tutti i gruppi, senza dover scegliere, ma quella quota si comprime strutturalmente perché i token interni in circolazione continuano a crescere. Depositare su un singolo gruppo rende di più e concentra il rischio: se il gruppo fallisce, si perde quanto messo lì.
cosa separa un gruppo che sopravvive da uno che sparisce
il terzo è la profondità del mercato interno: sotto le 100 mila unità di riserva un mercato è sottile, si muove con poco, e chi entra o esce paga uno scarto punitivo. dopo il taglio, con metà del denaro che entra, un mercato piccolo ci mette anni a diventare grande — quindi la profondità che c'è già è quasi tutto quello che ci sarà.
il quarto è che si sappia chi c'è dietro. non è una considerazione morale: è che nel periodo in cui i gruppi marginali chiudono, un gruppo gestito da anonimi senza aggiornamenti pubblici non ha nessuno a cui rispondere quando smette di funzionare, e sparisce senza avvisare. i nomi che giravano allora erano quattro o cinque, tutti con prodotti annunciati e nessuno con prodotti maturi.
I criteri: un prodotto reale in prova o in uscita; un meccanismo che riporta i ricavi dentro riacquistando il token interno; un mercato interno con almeno 100 mila unità di riserva, sotto le quali lo scarto di prezzo diventa punitivo; e un gruppo di lavoro pubblico, con aggiornamenti verificabili.
i rischi veri, e cosa si guarda per capire
il terzo è il tempo: se i gruppi non consegnano prodotti entro un anno dal taglio, il racconto si sgonfia e i capitali vanno altrove, perché questo mercato è impaziente in modo strutturale. il quarto è che la rete è difficile da usare, e finché resta difficile la domanda vera — quella di chi compra un prodotto e non un token — non arriva.
da fuori si guardano cinque cose e sono tutte contabili: dove si spostano i grandi depositi, se le riserve dei mercati interni crescono o si svuotano, quali gruppi salgono in classifica di ricompense, quanti gruppi nuovi si registrano (ogni registrazione brucia token, quindi ne toglie dalla circolazione), e quando il rendimento dei singoli gruppi supera stabilmente quello del centro. bitcoin, quel giorno, chiudeva a 101.346 dollari; il token di questa rete a 392,2, e oggi vale 255 $.
Detta male: il taglio delle ricompense non è la meta, è il test — costringe ogni gruppo di lavoro a dimostrare di servire a qualcosa, e chi non serve smette di coprire i costi.