il mercato non è più fatto delle stesse persone, e si vede da quanto si muove
la mappa di chi ha comprato
sul fronte delle società, oltre 160 aziende quotate in borsa tenevano bitcoin in cassa come terrebbero dollari o oro. il caso limite è quella che ha fatto dell'accumulo il proprio mestiere: a fine 2024, 447.000 bitcoin comprati a una media di 62.500 dollari l'uno, pagati emettendo azioni e debito convertibile.
sommando le due voci si arriva intorno ai duecento miliardi di dollari effettivamente investiti. per confronto, nel 2016 l'intero mercato delle criptovalute ne valeva sei: allora un solo compratore annoiato poteva spostare i prezzi da solo, e per anni è successo. quella era la struttura, e la struttura è cambiata.
duecento miliardi, in due vociA fine 2025 le fonti citate riportavano: oltre 120 miliardi di dollari negli ETF bitcoin americani, di cui 800.000 bitcoin detenuti dal maggiore gestore patrimoniale; oltre 160 società quotate con bitcoin in cassa; 447.000 bitcoin nella società che ne ha fatto il proprio mestiere, comprati a una media di 62.500 dollari.
quello che cambia non è la direzione, è la fretta
nessuno di questi compratori vende perché il presidente della banca centrale ha usato una parola invece di un'altra in conferenza stampa. non perché siano più intelligenti: perché il loro mandato è scritto su un altro orizzonte, e la conferenza stampa non lo tocca.
la conseguenza sul mercato è meccanica. una parte crescente dell'offerta in circolazione sta in mani che non la muovono per le notizie del giorno, e quello che resta a girare — la parte che reagisce, che usa la leva, che vende di notte — è una fetta più piccola dello stesso mercato. meno merce in movimento a parità di scosse significa scosse più piccole.
il pavimento che si sono comprati
sotto quel livello cominciano i problemi di bilancio di chi ha comprato, e sopra quel livello c'è chi ha interesse a difenderlo. non è una linea magica: è una zona dove storicamente ricompare pressione in acquisto, perché chi ha comprato lì ha ragioni proprie per comprare ancora.
il limite del ragionamento è grande, e sta tutto in una parola: un pavimento comprato con il debito è un pavimento che regge finché il debito regge. se il prezzo resta sotto abbastanza a lungo, quelle stesse mani diventano venditrici obbligate, e il supporto si trasforma nel suo contrario. la struttura nuova non elimina i ribassi profondi — cambia solo chi li causa.
quanto si è mosso il prezzo, anno per anno
lo stesso in modo più concreto: le giornate in cui bitcoin ha perso almeno il cinque per cento erano 47 nel 2018 e 7 nel 2025. non è che il mercato sia diventato tranquillo — quaranta per cento di oscillazione annua resta più del doppio di un indice azionario. è che si è mosso da «casinò» a «asset volatile», e sono due categorie diverse.
L'oscillazione annualizzata dei ritorni giornalieri di Bitcoin, calcolata sul nostro archivio: 2018 83 per cento, 2020 75 per cento, 2022 64 per cento, 2024 53 per cento, 2026 45 per cento. Negli anni intermedi non mostrati: 2019 69, 2021 81, 2023 44, 2025 42 per cento.
attenzione a cosa questo non dice. non dice che il prezzo salirà: nella giornata in cui scrivo bitcoin sta a 90.395 dollari, e ci è arrivato scendendo. dice che l'ampiezza dei movimenti si è compressa mentre entravano quei duecento miliardi, che è esattamente quello che ci si aspetta quando cambia chi tiene la merce.
nel 2021 era l'81%